La coltivazione dell’ulivo

La coltivazione dell’ulivo a Tignale ha una lunga storia e a riprova della grande attenzione che gli è sempre stata riservata si consideri che già nel 1467 negli Statuti di Tignale(*) erano state previste sanzioni per chi tagliava impropriamente olivi.

Nel 1856, annata discreta, il raccolto fu di circa 90 quintali d’olio ma si auspicava un aumento con la diffusione della Casaliva(°).
negli ultimi anni la produzione dell’olio biologico, grazie al recupero di molte aree abbandonate, è stata di circa 150-200 quintali.

(*) Norme che regolavano i diversi aspetti della vita della comunità, raccolte in un volume del 1467, conservato nell’archivio storico del Comune di Tignale.

(°) La Casaliva è una varietà di olivo autoctona del lago di Garda dalla resa piuttosto elevata; il risultato è un olio leggero e profumato, fruttato armonico con note di amaro e piccante, giallo con riflessi aranciati verdi e un buon contenuto di polifenoli.

Lavorazione dell’ulivo – Potatura

Potatura delle fronde dell’ulivo

L’olivo è una pianta vigorosa e cespugliosa per la cui coltivazione è indispensabile procedere ad una regolare potatura. Fondamentale è la potatura “secca”(*) con la quale si alleggerisce notevolmente la chioma privilegiando lo sviluppo dei rami a frutto. In estate con la potatura “verde”(°) si eliminano i succhioni e i polloni improduttivi cresciuti sui rami e sulla ceppaia.

Quando gli olivi sono vecchi o danneggiati dal freddo può rendersi necessaria anche un potatura di “riforma” e in questo caso si riduce notevolmente o totalmente la chioma.

(*) Secca poiché fatta in inverno quando la pianta è in riposo. (°) Verde poiché fatta quando la pianta è in ciclo vegetativo.

Eliminazione dei polloni

Potatura delle cime

Lavorazione dell’ulivo – Slupatura

Parte marcita del tronco

Il piede, il tronco e le branchie principali dell’olivo possono essere attaccate da agenti patogeni che causano la marcitura della parte legnosa.

Per salvare la pianta da questa aggressione e permettergli di continuare a produrre è necessario togliere la parte cariata lupa (slupatura) e lasciare solo il legno sano.
La slupatura è un lavoro paziente e faticoso eseguito con piccole motoseghe, scalpelli, accette e cunei.

Intervento di slurpatura – rimozine del legno marcito

Cicatrizzazione e recupero del tronco

Lavorazione dell’ulivo – Sarchiatura e sfalcio

Parte marcita del tronco

Per favorire la produzione si procede con la sarchiatura del terreno, generalmente nei pressi delle ceppaie, e con frequenti falciature delle parti inerbite il cui materiale di risulta viene lasciato sul terreno come fertilizzante.

Intervento di slurpatura – rimozine del legno marcito

Cicatrizzazione e recupero del tronco